Amazzonia che Apocalisse!

La foresta amazzonica è in fiamme. Il polmone del mondo è stato divorato da incendi che stanno distruggendo uno degli ecosistemi più ricchi al mondo. Rispetto al 2018, i roghi quest’anno sono aumentati dell’85%, un dato preoccupante per una zona che produce il 20% dell’ossigeno per tutto il pianeta.

DANNI ENORMI

Una foresta pluviale è un immenso sistema, in cui sono presenti circa 1’294 specie di uccelli, 380 di rettili, 419 di mammiferi, 3’000 di pesci e 3’000.000 di insetti e altri invertebrati. La stessa foresta “lavora” in silenzio, trasformando Co2 in ossigeno ma soprattutto è in grado di creare zone fresche di condensazione perenne, che attirano masse d’aria dal territorio circostante provocando ulteriore condensazione. In parole povere la foresta amazzonica è come una grande spugna che è capace di assicurare all’interno del territorio una costante presenza di acqua a disposizione delle piante e fa si che l’aria umida degli oceani venga trasferita e conservata sulle terre emerse (teoria della Pompa Biotica). Deve esserci insomma qualche sistema che porta l’acqua all’interno del continente e anche se questa teoria sia discutibile, il disboscamento dell’Amazzonia, come anche le foreste in fiamme in Siberia, porterebbe a una riduzione delle precipitazioni e renderebbe tutto il sistema più sensibile agli incendi.

DI CHI E’ LA COLPA?

Beh indubbiamente dell’uomo e dei suoi sporchi interessi. Sembra che più il pianeta abbia bisogno dell’uomo e lui più gli trafigga colpi fatali. La deforestazione è una pratica utilizzata anche in Europa, per importare biomassa come combustibile. Diciamo che una mano a fomentare questo disastro è stata data anche dal presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, che ha dichiarato “ l’Amazzonia è nostra e ce la gestiamo come ci pare”. Oltre a questa folle dichiarazione, lo stesso presidente avrebbe ammorbidito le pene per chi appicca incendi per preparare il terreno a nuove semine (pratica conosciuta come queimada). Considerando solo le zone brasiliane, le pene per deforestazione e incendi dolosi, sono state 2’535 contro le 4’138 date nello stesso periodo l’anno precedente. Insomma un presidente che non ha a cuore i problemi dell’ambiente, come tanti altri direi purtroppo.

E SE PERDESSIMO LA FORESTA AMAZZONICA?

La foresta in fiamme (fonte La Repubblica.it)

Un danno certo che avremo è l’immensa quantità di Co2 nell’atmosfera, quando c’è il necessario bisogno di fare il contrario per evitare un disastro climatico. Un forte danno alla foresta amazzonica causerebbe un aumento della temperatura anche localmente. La flora e la fauna non avrebbero più il loro habitat ideale e piano piano si estinguerebbero molte specie esistenti.

Il pianeta è di tutti e tutti lo devono rispettare. Non possiamo fare ognuno come vuole, così si va incontro solo a un disastro climatico. Un luogo perfetto rovinato dall’uomo. La Terra è la nostra casa, ci dona cibo, acqua e vita, bisogna rispettarla anche nel nostro quotidiano. In questo clima apocalittico c’è una buona notizia, la Nasa ha scoperto di recente che il pianeta sta diventando un po’ più verde, questo perché Cina e India hanno incominciando a riforestare… si saranno accorti di qualcosa che non andava più? Speriamo bene.

Luigi Celano