10 domande utili sulla coltivazione di Canapa Light

Possiamo dirlo tranquillamente, anche chi non aveva nozioni pratiche di Canapa Light ha imparato qualcosa nell’ultimo periodo. Tutti ne parlano, c’è chi utilizza i benefici del CBD già da tempo, chi vuole iniziare a provarli e chi confonde la Canapa (sativa) paragonandola a quella con effetti psicoattivi alti con un elevato livello di THC (Canapa indica). La commercializzazione dei prodotti a base di canapa definita “light” è bene avviata e molte persone sono disposte a investire in questo settore. La maggiore richiesta d’informazioni arriva dal settore agricolo, che è alla ricerca di una valida alternativa alle classiche coltivazioni di verdure e ortaggi. Per evitare di scrivere cose inesatte, voglio affidarmi a un esperto, la Dott.ssa Maria Teresa Basciano, iscritto all’ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Napoli, che già da alcuni anni segue molte realtà coinvolte in questo settore.

La dottoressa Maria Teresa Basciano
  1. Tutte le aziende agricole possono coltivare canapa?

    Teoricamente è così, ma dalla teoria alla pratica ci sono una serie di variabili che vanno prese in considerazione. Da un punto di vista burocratico, tutte le aziende agricole possono coltivare la canapa sativa, purché venga prestata attenzione a quelli che sono gli adempimenti necessari all’eventuale conversione dell’attività e alla comunicazione necessaria alla coltivazione, che va inoltrata alla stazione delle forze dell’ordine di competenza della zona (non obbligatorio ma consigliato), ai quali resta sempre il diritto di eseguire i controlli per verificare il contenuto di THC. Mentre, da un punto di vista gestionale, coltivare la canapa è sicuramente più semplice per un’azienda che già coltiva cereali o piante oleaginose, piuttosto che per un’azienda specializzata nella coltivazione di piante arboree. Questo perché i mezzi meccanici utilizzati nella prima sono pressappoco gli stessi rispetto a quelli utilizzati nelle seconde. In ogni caso è bene che prima di ipotizzare una conversione o avviata una produzione (di qualsiasi genere) si definisca un business plan per valutare la fattibilità e la convenienza in termini reddituali.

  2. È preferibile coltivare in serra o all’aperto?

    La canapa sativa è una pianta annuale dal ciclo prettamente primaverile-estivo. Si adatta facilmente ai differenti climi caratteristici della nostra penisola. È ovvio però che il clima mediterraneo del sud Italia è quello che da sempre è risultato più favorevole allo sviluppo di tali coltivazioni. La canapa è coltivata prevalentemente in pieno campo (all’aperto), ma nulla vieta la possibilità di coltivarla in ambiente protetto, dove è possibile sicuramente ottenere maggiori risultati in termini di rese.

  3. C’è una superficie minima per iniziare a coltivare?

    Se parliamo di coltivazione a scopo reddituale, è ovvio che la superficie minima per iniziare a coltivare la Canapa sativa deve essere quella che ci consente di pareggiare i conti e riuscire quantomeno ad ottenere un minimo margine di guadagno. Questo, a mio avviso dipende da molti fattori che vanno dalle capacità imprenditoriali di chi decide di orientarsi verso una coltura piuttosto che un’altra, fino ad arrivare poi ai fattori legati alla tipologia del prodotto finale e di conseguenza al mercato di riferimento con i suoi prezzi. Possono bastare poche migliaia di metri quadri o superfici superiori a due ettari, ma come ogni cosa, “dipende”. Qual è il prodotto finale? A quanto lo riesco a vendere e soprattutto a chi? Quanto è disposto a spendere il mio consumatore finale? Insomma, sono dell’idea che non ci si può improvvisare. Bisogna conoscere il mercato, interpretare le tendenze e anticipare gli orientamenti.

  4. Come devo preparare il terreno?

    Coltivazione di canapa light
    Coltivazione di canapa light

    Se la dovessimo inserire in un avvicendamento colturale, la canapa sarebbe sicuramente una pianta da rinnovo, come il Mais ad esempio. Per cui, la preparazione del terreno è la stessa che viene effettuata su quest’ultima. Si parte in autunno con l’aratura e la concimazione di fondo (se possibile letamazione). Sul terreno nudo avranno azione i cosiddetti “atmosferili” (es. pioggia, gelo, disgelo ecc…), e tali agenti determineranno la formazione della struttura su cui si dovrà agire a fine inverno per la preparazione del letto di semina, con attrezzature quali erpici e/o frangizolle. Queste attrezzature consentono lo sminuzzamento del terreno, in modo da renderlo soffice e accogliente per il seme che verrà messo a dimora. Attualmente, si sta diffondendo l’utilizzo di coltivatori a più file di denti che consentono contemporaneamente le lavorazioni del terreno accennate precedentemente in un unico passaggio. Spesso questi coltivatori dispongono anche di sistemi di semina diretta e fertilizzazione. Quindi con un unico attrezzo e in un unico momento si ottiene la preparazione del letto di semina, la semina e la concimazione.

  5. Qual è il periodo d semina?

    Come abbiamo già detto, la Canapa è un’essenza vegetale che segue il ciclo primaverile-estivo, come il Mais. Pertanto, il periodo più indicato per effettuare la semina è circoscrivibile nei mesi di marzo-aprile, quando i livelli di umidità e la temperatura del terreno possono essere più adeguati alla germinazione.

  6. Dove posso trovare i semi?

    Attualmente, le sementi sono d’importazione estera, pertanto per reperirle sul mercato nazionale, ed evitare problematiche relative alle certificazioni è bene appoggiarsi a cooperative che già da anni operano nel settore offrendo la possibilità di garantirsi le quantità di seme necessario. Si rammenta, che le sementi acquistate devono assolutamente essere controllate e certificate da organismi specifici riconosciuti, quindi è bene controllare che le confezioni acquisite siano dotate di etichetta.

  7. Quali sono le fasi di lavorazione da effettuare dopo la semina?

    La Canapa sativa è una pianta rustica che non richiede grandi operazioni colturali. Tuttavia, è possibile in taluni casi, ad esempio se la preparazione del letto di semina non è stata effettuata in modo adeguato, dover ricorrere a un diserbo in post-emergenza per mitigare la competizione con le infestanti. Ma tale pratica non rappresenta una prassi. Fortunatamente la Canapa sativa ha un potere “rinettante” grazie alla sua rapida crescita che determina una prevaricazione della stessa sulla pianta infestante.

  8. Quando e come si raccoglie?

    La canapa si raccoglie in differenti momenti a seconda della varietà e quindi della destinazione finale del prodotto. In linea di massima, la raccolta delle paglie da biomassa avviene in piena estate, nel mese di agosto. Mentre, se si desidera raccogliere i semi, bisogna attendere perché la maturazione avviene un po’ alla volta e può concludersi anche con i primi giorni di ottobre.

  9. Canapa e infiorescenze, come comportarsi?

    Attualmente la normativa relativa al comparto canapicolo riporta ancora elementi di poca chiarezza, soprattutto per quanto concerne il caso delle infiorescenze. Infatti, con la Legge 242/2016 che sostiene e promuove la coltivazione e la filiera della canapa (Cannabis sativa L.), i vuoti normativi relativi soprattutto all’uso delle infiorescenze sono ancora tanti. Pertanto è difficile riuscire a definire il comportamento più adeguato, perché in questo caso e soprattutto per chi si improvvisa, i rischi di incappare in errori che possono pregiudicare un’intera attività sono alti. Tuttavia, va detto che nonostante l’assenza di una chiara definizione legislativa sulle infiorescenze di Cannabis sativa e sul suo utilizzo, ci sono molte aziende che già sono orientate l’attività verso la produzione di infiorescenze da cui peraltro si ottengono tisane, birra, oli essenziali, estratti di CBD ecc.

  10. Come si controlla il valore del THC sulla coltivazione?

    Il valore di THC, e degli altri cannabinoidi, sulla coltivazione si controlla attraverso analisi laboratoriali. Tuttavia, come già detto in precedenza, è fondamentale il controllo “a monte” delle sementi che, devono necessariamente essere certificate e appartenenti alle cultivar contenute nel registro dell’UE con un contenuto di THC pari allo 0,2%.

Teresa Basciano

Speriamo di aver fatto chiarezza in merito alla coltivazione di Canapa Sativa Light, grazie anche all’intervento della Dott.ssa Basciano. Dottore agronomo, è iscritta all’ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Napoli. Ha anche insegnato Economia ed Estimo. Per saperne di più:

La dottoressa Basciano si racconta

Per altre info è possibile contattarla all’indirizzo mail mtbasciano@gmail.com

Un saluto green a tutti

Luigi Celano

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