Le nuove frontiere dell’agricoltura

La tecnologia ed il progresso scientifico avanzano con ritmi incalzanti e permettono di apportare preziose innovazioni all’interno di molti campi di lavoro: tra questi, l’agricoltura ricopre sicuramente un’importanza di primo rilievo. Si pensa ad un nuovo modo di abitare l’ambiente e di vivere in sinergia con esso, evitando quei procedimenti aggressivi di sfruttamento delle risorse ed abbracciando invece una filosofia di agricoltura sostenibile. Per fare ciò, un utilizzo consapevole della tecnologia è fondamentale: basti vedere i recenti progressi in materia dell’agricoltura aeroponica, per comprendere la portata del cambiamento che sta avvenendo. In particolare, si tratta di una nuova tecnica di coltivazione che prevede la crescita delle piante all’interno di serre, sospese e non interrate, con un sistema di irrigazione all’avanguardia. Questo tipo di agricoltura può essere adottata non solo all’interno di territori aridi o particolarmente inospitali, ma persino sullo spazio. Eppure sono molte le invenzioni che si susseguono e che permettono di ottimizzare sempre di più il lavoro.

La filosofia green ha costituito un ruolo centrale nella rivoluzione agricola del XXI secolo: una maggiore consapevolezza dell’importanza del rispetto dell’ambiente ha fatto sì che si ritornasse a delle filosofie di coltivazione rigenerative. La natura non viene più sfruttata, ma ascoltata, riscoprendo quelle antiche tecniche dell’agricoltura classica da lungo tempo abbandonate: la rotazione dei terreni, la copertura del suolo, l’abolizione di fertilizzanti chimici e di OGM. Ma soprattutto v’è una particolare attenzione al preservare la biodiversità delle specie, una ricchezza messa a rischio dalla necessità crescente di selezionare solo le piante più robuste e in grado di produrre maggiori quantità di prodotti. Il tutto supportato da un maggior risparmio energetico, con una diminuzione degli sprechi di risorse idriche (ad esempio). Sì al biologico, che viene preferito anche dai compratori rispetto alle coltivazioni intensive. L’agricoltura sinergica e rigenerativa non solo è meno costosa rispetto alle mega estensioni, considerando i costi ambientali e di salute che queste tecniche ci ritorcono contro, ma allo stesso tempo permette di produrre di più.

Quindi, l’agricoltura del futuro prosegue a braccetto con la tecnologia, non per un maggiore sfruttamento, ma solo per garantire rispetto e attenzione all’ambiente che ci circonda. Più sostenibilità e premura nei confronti del futuro: ecco le parole chiave. Ma attenzione, perché contrariamente a quanto si potrebbe pensare sono i giovani che lavorano con enfasi alle nuove frontiere dell’agricoltura: un mercato che sembrava ormai destinato ad estinguersi, ha suscitato in realtà un crescente interesse nei giovani imprenditori. L’agricoltore del futuro dovrà essere anche digitale, ormai non ci sono più dubbi: via all’utilizzo di droni, sistemi wireless e telecamere per conoscere in qualsiasi momento le condizioni della propria coltivazione. Le nuove tecnologie possono giocare un ruolo fondamentale in termini di riduzione dei costi e di una migliore qualità lavorativa: l’ossimoro natura e tecnologia deve cessare di essere tale. E, chissà, magari proprio grazie a questi visionari un giorno ci troveremo ad avere la possibilità di coltivare pomodori sulla Luna…

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