Parliamo di agricoltura 4.0

La filiera agroalimentare e la sua impeccabile qualità è certamente una delle eccellenze del Made in Italy nel mondo. In tanti pertanto stanno cercando di comprendere come garantire al settore di continuare ad esserlo anche nei prossimi anni. Le scelte fatte e la strada intrapresa sembrano essere quelle dell’ibridazione tra le leve tradizionali e le innovazioni strategiche della cosiddetta agricoltura 4.0.

Stiamo parlando di tracciabilità, di tecnologia blockchain, di raccolta di dati impiegati al servizio della filiera, di intelligenza artificiale, machine learning.

Lo conferma una ricerca dell’Osservatorio AgriFood del Politecnico di Milano insieme al Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università bresciana, dedicata proprio all’agricoltura 4.0. Un ricco studio che conferma come, ormai, il digitale sia approdato nella filiera agroalimentare, con una crescita esponenziale negli ultimi anni.

Cos’è l’agricoltura 4.0?

Possiamo definire l’Agricoltura 4.0 come l’evoluzione della cosiddetta “agricoltura di precisione” utilizzata per definire interventi mirati ed efficienti in campo agricolo a partire da dati come, per esempio, le caratteristiche fisiche e biochimiche del suolo. L’agricoltura 4.0 è l’insieme delle strategie e degli strumenti che consentono all’azienda di impiegare in maniera interconnessa e sinergica quello spettro di tecnologie avanzate che hanno l’obiettivo di rendere più efficiente e sostenibile la produzione. In altre parole, adottare soluzioni 4.0 in campo agricolo comprende la possibilità di poter calcolare in maniera precisa qual è il fabbisogno idrico di una determinata coltura ed evitare gli sprechi, giusto per dare un esempio. Oppure, le tecniche di agricoltura 4.0 permettono di prevedere l’insorgenza di alcune malattie delle piante o individuare in anticipo i parassiti che potrebbero attaccare le coltivazioni, riducendo di fatto gli sprechi. Un altro ambito di applicazione dell’agricoltura 4.0 è quello della tracciabilità della filiera e, secondo gli addetti ai lavori, è qui che si intravedono le prospettive più interessanti guardando al futuro. Durante ogni passaggio, dal campo al confezionamento, è possibile raccogliere dati utili a mantenere sotto controllo ogni step del processo di produzione.

Il digitale per l’agricoltura

“L’innovazione digitale è una leva strategica per il settore agroalimentare italiano, in grado di garantire maggiore competitività a tutta la filiera, dalla produzione in campo alla distribuzione alimentare, passando per la trasformazione – ha dichiarato Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood in occasione della presentazione del rapporto sull’agricoltura 4.0 – Va evidenziato comunque che tra gli attori del settore emerge ancora poca chiarezza su come sfruttare queste opportunità; un segnale che serve investire nella creazione di sane competenze”.

Quali sono i vantaggi dell’agricoltura 4.0?

Esistono ancora dei limiti alla diffusione di soluzioni 4.0 in tutta Italia, dai costi di gestione all’effettivo accesso alla tecnologia. Tuttavia, i ricercatori non hanno dubbi nell’evidenziare come i vantaggi abbraccino il risparmio in termini economici e ambientali, ma anche una produzione di maggiore qualità. Una qualità che risponde anche a benefici dal punto di vista della salute. Si stima, infatti, che i prodotti inseriti in una filiera ad alto tasso tecnologico mantengano intatte le loro proprietà e risultino, quindi, più salutari. Dal punto di vista quantitativo, inoltre, il risparmio sugli input produttivi risulta essere del 30% con un aumento della produttività pari al 20%, il tutto ottenendo prodotti senza alcun residuo di sostanze chimiche.

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